Sul futuro di Lorenzo Insigne ha parlato anche Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli: le sue dichiarazioni

Aurelio Delaware Laurentiis, presidente della Napoli, ha parlato anche del futuro di Lawrence distinto. Le sue dichiarazioni a margine di una mostra fotografica dedicata a Diego Armando Maradona.

INSEGNA – «È un prodotto del vivaio, Santoro che ora è tornato con noi, un napoletano che conosce il territorio, l’ha ritrovato tanti anni fa. Dipende da lui, se poi Insigne mi dice che è stanco e non vuole retrocedere e girare l’Europa, sarà una decisione sua, non certo nostra”.

NAPOLI – “Quando sono arrivato, venivo da Los Angeles dopo un film, stavo passando per Capri per una decina di giorni di vacanza di recupero come anni. Lì mi dissero che il Napoli era fallito, e che non masticavo calcio, nonostante mio padre mi insegnasse quelle poche partite del Napoli, contro il parere della mia famiglia ho provato a prendere questo pezzo di carta, credo perché 37 milioni senza avendo un calciatore e niente, occupandomi anche dei dipendenti e così ho iniziato in C con il campionato già iniziato. Siamo andati nei campi di patate, ci siamo chiusi negli spogliatoi, le squadre avversarie volevano quasi ucciderci perché eri nobile e c’era quella voglia di distruggerci. Il tempo è passato, 18 anni, senza rimpianti, i tifosi partenopei sono unici e aver vissuto il ricordo di Maradona, incontrandolo da prima per un film con lui che interpretava se stesso, è stata una bella esperienza fino al giorno in cui purtroppo manca. Dovevamo incontrarci, stiamo solo mettendo a punto una serie sulla storia del Napoli».

SERIE A SUR E LEGA – “Si canta l’inno, ma poi c’è questo disaccordo e quando lo dico molti mi chiamano borbonico, ma c’è questa contraddizione tra nord e sud, mi dispiace dirlo ma è stato unificato solo dal Covid che ha unito . Adesso l’Italia sta andando bene e uno degli interpreti più interessanti è un napoletano, Lorenzo Insigne, e devo dire che questa volta il Paese nelle sentenze si è comportato a livello nazionale. Vado a Milano per un incontro molto importante perché il 25% negli stadi fa schifo. Dico aperto al 100% a chi ha il passaporto vaccinale, un incentivo anche per gli ignoranti che non si vaccinano».

ITALIA SPAGNA – «Devi andare dritto, senza paura, ho visto la Spagna tremare, non hanno vinto ad occhi chiusi. L’importante è essere coraggiosi, se fai sentire la tua paura, gli altri se ne accorgeranno”.

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